I PRIMI 18 MESI DEL TUO BAMBINO: COME IMPARA

Comprendere come il bambino cresce e impara è fondamentale per un genitore. Questo argomento è stato oggetto di studio di numerosi specialisti che, da sempre, hanno cercato di fare chiarezza su quella che viene definita “prima infanzia”.

Secondo J.Piaget, psicologo che condusse molti studi sull’ età evolutiva infantile, i bambini inizialmente apprendono in maniera istintiva e semplice. Successivamente combinano insieme queste informazioni per interagire con l’ambiente che li circonda. Così facendo, il bambino si adatta all’ambiente in cui si trova.

Il bimbo costruisce la propria conoscenza in modo graduale. Aggiunge man mano esperienze che saranno basilari per lo sviluppo futuro. In ordine:

  • “LALLAZIONE”: è la fase del balbettamento e dei simpatici versetti che incantano qualsiasi adulto li stia a guardare. Questo accade intorno ai 2 mesi. E’ una fase molto complessa perché si deve imparare il linguaggio del bambino e per un genitore non è semplice capire di cosa il bimbo abbia bisogno;
  • “INIZIO A CAPIRE”: aumenta il controllo dei movimenti che iniziano a diventare volontari e non più semplici risposte istintive. Iniziano a spuntare i primi dentini e si prepara la strada allo svezzamento.  Il bambino ha circa 4-5 mesi;
  • “IO NEL MONDO”: il bimbo ha 8 mesi circa. Inizia ad avere chiara percezione del volto della madre e del padre e a distinguerli da quelli degli “estranei”, oltretutto inizia ad avere percezione di sé nel mondo;
  • “INIZIO A…”: formula le prime parole, anche se storpiate, e a muovere i primi passi. In questa fase tutto diventa un potenziale pericolo, una giungla, ma è proprio lì che inizia il vero e proprio confronto con l’ambiente che lo circonda. (10 mesi);
  • “STO CRESCENDO”: a 18 mesi è in grado di esprimere direttamente i propri bisogni ai genitori e diventa man mano più autonomo.
LA GUIDA PER MAMMA E PAPA’

Questi mesi sono molto difficili: per i bambini perché stanno cercando di adattarsi ad una nuova vita fuori dall’utero e per i genitori che stanno apprendendo il proprio ruolo imparando direttamente dalla vita, senza nessun “manuale universale del bravo genitore”. È importante che si abbia voglia e pazienza e che si sappia mediare tra severità e permissivismo. A volte i no sono molto più educativi dei facili sì. Non preoccupatevi di fallire nel vostro compito, metteteci solo il cuore.

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