brufoli sul viso dei neonati

Acne alla nascita? Niente paura, sparisce da sola

L’acne neonatale spesso preoccupa le mamme, soprattutto quando allattano al seno, perché temono dipenda dalla “qualità” del loro latte.

Diciamo fin da subito che il più delle volte non occorre preoccuparsi. I brufoletti neonatale non hanno nulla a che vedere con l’alimentazione.

Che cos’è l’acne neonatale?

Si tratta di una irritazione cutanea. Si manifesta sotto forma di foruncoli, puntini rossi e, a volte, anche di piccoli brufoli. Principalmente compare sul viso del bambino fin dai primi giorni di vita. Colpisce circa il 20% dei neonati, con maggiore incidenza nei maschi.

 

Da dove deriva l’acne neonatale?

Abbiamo già detto che non dipende dall’alimentazione. Possiamo invece dire l’acne neonatale è di fatto una conseguenza del venire al mondo. Ecco perché. Durante la gravidanza la mamma, tra l’altro, passa al bambino anche gli ormoni androgeni, che stimolano le ghiandole sebacee. Nel grembo materno, tali ormoni sono metabolizzati dal fegato della mamma. Quando il bambino nasce, invece, spesso non è ancora in grado di metabolizzare da solo tali ormoni. Così si formano piccoli accumuli di grasso: l’acne!

Nei casi più “acuti” può capitare che la ghiandola sebacea si infiammi, aumentando così la formazione di brufoletti, non solo nel viso ma anche nelle spalle. Quelli nel viso, spesso sono “incentivati” anche dall’eccessiva salivazione del bambino, dovuta dal tenere le mani in bocca. O dal succhiotto.

Come si cura?

L’acne neonatale, abbiamo detto, non è una malattia. Ha pure una “esistenza” transitoria, cioè dura un periodo più o meno lungo, a seconda dell’avvenuta capacità dell’organismo di metabolizzare gli ormoni androgeni. Se non è una malattia ed è transitoria, allora è opportuno “non fare nulla”! L’acne neonatale, infatti, sparirà da sola. Occorrerà solo avere l’accortezza di pulire bene la pelle con acqua e detergenti delicati. Nient’altro.

Ricordatevi, pure, che non avrà conseguenze nell’adolescenza, né è trasmettere per eredità genetica. E’ transitoria e come tale va vissuta.

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