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Muco negli occhietti? Ci vuole un bel pianto

Gli occhietti chiusi da una sorta di muco giallognolo sono abbastanza frequente nei neonati. Il muco, in genere, sparisce da solo entro pochi giorni, ma potrebbe non accadere così velocemente e causare una congiuntivite.

La congiuntivite è l’infiammazione dovuta alla proliferazione di batteri nella mucosa che riveste la parte anteriore del bulbo oculare e l’interno della palpebra.

Ma che cos’è questo muco giallognolo che chiude gli occhietti dei neonati?

Semplicisticamente possiamo dire che si tratta di lacrime ristagnate. Alla nascita, la valvolina della sacca lacrimale del bambino è ancora chiusa. Nell’arco di due, tre giorni, in genere, si apre da sola come conseguenza di un pianto o di uno starnuto. Qualche altra volta, invece, questo non accade. Il liquido lacrimale che viene prodotto continuamente per lubrificare l’occhio, non può allora essere espulso e ristagna. Si genera così la secrezione che si vede negli occhietti del bambino e che tanto preoccupa le neo-mamme!

 

Cosa fare per evitare complicazioni?

In quel 20% dei casi in cui il canale lacrimale non si libera da solo velocemente, basta seguire piccole precauzioni non solo igieniche.

Intanto occorre tenere gli occhietti del neonato sempre puliti. Prima di procedere è bene lavarsi bene le mani. Utilizzare una garza sterile imbevuta di acqua bollita tiepida e procedere partendo dall’angolo interno verso l’esterno. L’operazione va effettuata due, tre volte al giorno.

Un’altra cosa da fare è massaggiare gli occhietti del bambino un paio di volte al giorno. Non si tratta di un’operazione complicata. Lavare bene le mani e poi procedere delicatamente con piccoli massaggi dall’alto verso il basso (la valvola si trova tra l’occhio e il naso).

Fino a quando il canale lacrimale non si è liberato, massaggi e lavaggi vanno fatti costantemente, perché in quel muco si potrebbero annidare i batteri che provocano la congiuntivite.

Se ciò  dovesse verificarsi, occorre rivolgersi al pediatra, che prescriverà certamente un collirio antibiotico.

 

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