dormire in culla

Nanna in braccio o nella culla? Meglio entrambi

E’ giusto far fare la nanna ai bambini in braccio?

Quando è l’ora di fare la nanna … Uno dei momenti più belli della genitorialità è tenere in braccio il proprio bambino, stringerlo a sé per farlo addormentare. Magari cullandolo un po’ e cantando una dolce ninna nanna. Quale mamma o papà non l’ha fatto almeno una volta?

In braccio il nostro cucciolo si addormenta serenamente, perché il contatto con la mamma (o il papà), il calore del corpo, il ritmo cardiaco, le vibrazioni della voce che canta la ninna nanna infondono serenità e sicurezza nel bambino, attenuano le sue paure e lo portano ad  abbandonarsi al sonno senza temere di perdere il contatto con la realtà. D’altronde, la ninna nanna ha proprio la funzione di infondere serenità, con il loro ritmo cadenzato come il battito del cuore della mamma che il bambino percepiva dentro il grembo prima di venire alla luce.

Cullare i bambini sempre in braccio per farli addormentare, però, se diventa la sola “strategia” utilizzata per metterli a letto, alla lunga ingenera non solo una comprensibile “stanchezza” nei genitori (più si fa grande il bambino, più fisicamente si fa pesante tenerlo in braccio), ma anche una “cattiva abitudine” nel bambino che sarà portato a considerare quello, cioè il dormire in braccio, il solo e sicuro modo per addormentarsi. Anche quando sarà più grande.

La conseguenza è che sarà sempre più difficile abituarlo al lettino, alla sua stanzetta e al buio.

Per “godere” della dolcezza del momento della ninna nanna, è sufficiente alternare le braccia alla culletta. Restando accanto al bambino, magari stringendogli dolcemente la mano.  Cantando la ninna nanna in modo da assicurarlo con la voce delle vostra presenza. E a mano a mano che si abbandona al sonno, allontanarsi da lui.

Abituare il bambino a dormire da solo, lo aiuta ad acquisire autonomia e sicurezza nella vita.

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